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I nostri itinerari: Roggiano Gravina-San Marco Argentano-Malvito

I NOSTRI ITINERARI: ROGGIANO GRAVINA-SAN MARCO ARGENTANO-MALVITO (A CURA DI MARILENA CALABRESE)

Il patrimonio archeologico della Calabria non è del tutto noto e indagato, ma rappresenta uno dei pilastri storici e turistici della regione. Non solo per i 5 Parchi archeologici nazionali, ma anche per la grande quantità di reperti custoditi nei musei, alcuni dall’enorme valore storico ed artistico.
I siti archeologici presenti nell’area CRES sono la testimonianza delle varie dominazioni e culture che hanno interessato il passato di questa area. L’influenza della dominazione greca prima e di quella romana dopo, rimane evidente ancora oggi nella tradizione e nella cultura locale.

 Scavi Archeologici di Pauciuri a Malvito
Nella frazione Pauciuri del comune di Malvito, paese di 1751 abitanti della provincia di Cosenza, è presente un’area archeologica riconducibile ad una antica zona residenziale romana. Inizialmente faceva presagire il ritrovamento di una Statio o di una Villa Romana, ma poi nelle varie fasi degli scavi si è definita una città di epoca romana. È stato dimostrato anche che il centro fu attivo per molti secoli, per poi essere abbandonato intorno al VI secolo.
Pauciuri è uno di quei piccoli tesori nascosti, e spesso sconosciuti, della nostra penisola, che hanno attraversato lunghi periodi di abbandono ed oblio; beni culturali sui quali anche la ricerca scientifica procede a singhiozzo a causa della cronica mancanza di fondi.

 Parco Archeologico Villa Romana di Larderia a Roggiano Gravina
Il sito archeologico di Larderia, nel comune di Roggiano Gravina, quasi al centro della Valle dell’Esaro ed è posto a metà tra la costa tirrenica e quella ionica, con una popolazione di circa 7.800 abitanti; emerge sin dal 1973, anno del primo ritrovamento, e man mano che vengono alla luce nuovi reperti, cresce la sua importanza. L’esito degli scavi condotti fin dal 1981 ha messo in luce imponenti strutture murarie appartenenti all’impianto generale di una villa caratterizzato da numerosi ambienti (terme ed ipocausti con plani pavimentali rivestiti in mosaico) per altro ben conservati dopo il notevole interro rilevato in tutta l’area scavata. Nasce quindi, nel 1989 l’idea di un Parco Archeologico.

 Abbazia di Santa Maria de La Matina a San Marco Argentano
Il territorio del comune di San Marco Argentano si erge dalla valle del fiume Fullone; nelle aree pianeggianti circostanti si sviluppano i più moderni insediamenti e l’area industriale La dedicazione della chiesa abbaziale a Santa Maria avvenne il 3 marzo 1065. Secondo fonti storiche Roberto il Guiscardo acquisì il territorio abbaziale per trenta schifani d’oro; una leggenda narra dell’esistenza di un cunicolo sotterraneo che collegava l’Abbazia alla Torre normanna. Si racconta che questo cunicolo servisse ai normanni per sfuggire ai nemici. Dalla sua fondazione fino al 1222 vi dimorarono i benedettini poi, un anno dopo, vi subentrarono i Cistercensi. A partire dal XV secolo viene data in commenta e ha cosi inizio il suo inarrestabile declino. Il fabbricato abbaziale che appartiene alla fase cistercense è ancora esistente e comprende: – il parlatorio – lo scriptorium – la scala d’accesso ai piani superiori – l’aula capitolare.

Ecco l’autorizzazione del Comune di Roggiano Gravina a procedere

Il Comune di San Marco invece ha autorizzato con DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 130 del 04 Ottobre 2018

 

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